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mercoledì 15 luglio 2009

IL VUOTO NEL CUORE

(di Lorena B.G.)

TERZA E ULTIMA PARTE

La prima volta sentì che il cuore faceva meno male e ogni volta fu sempre meglio. Fino ad oggi con lui. Chiusura totale.
Però pensandoci bene se non c'era niente emotivamente, anche fisicamente il suo piacere non era completo. Le sembrava di essere un robot.
Ogni volta che si telefonavano lei cercava di andare un po' di più verso di lui. Pensava che sarebbe riuscita ad amarlo. Ma ogni volta il loro rapporto rimaneva chiuso.
La cosa che più la meravigliava era questo suo estraniarsi completamente.
...Allora va bene per la prossima settimana martedì o giovedì.... Ok, decidi tu in base ai tuoi impegni di lavoro.... Io... basta che lo sappia tre o quattro giorni prima per chiedere un permesso....
E continuavano ad incontrarsi.
L'ultima volta non si era concessa più di tanto. Lo aveva visto stanco e affaticato. Cominciò a pensare .... se fosse successo qualcosa lì in albergo, se lui si fosse sentito male....
.....Vuoi che ti coccoli un po'?... sì, mi piace....
E mentre lei lo accarezzava lui si addormentò.
In lei ci furono pensieri contrastanti... meno male, era stanco.... però non facciamo niente ed io ho voglia.... ma se succede qualcosa che devo fare scappare? No, perchè hanno preso la carta d'dentità. E se si sente male?
E se finiamo sui giornali?...
La paura le attanagliò la gola, lo lasciò dormire.
Ma questo pensiero cominciò ad ossessionarla: ogni volta che lui la chiamava, quando la cercava, ogni volta che s'incontravano.
Rimaneva con la voglia, non si concesse più come le prime volte.
E successe che pensando meno al sesso, cominciò ad amarlo un po'.C'era una speranza non era tutto finito.
Il suo cuore...il suo cuore...
No, non era amore! Sentì il solito vuoto, la stessa solitudine.
Aveva scambiato per amore la tenerezza che gli ispirava la sua età.
Non gli disse mai ti amo, e continuò ad incontrarlo.
Ma cercò di stargli moralmente più vicino possibile.
Quello che lui avrebbe voluto fare con lei: sostenerla, starle vicino, aiutarla, lo fece invece lei.
Lo fece, trovando così una nuova ragione per vivere; si sentì utile.
No, non era amore, ma qualcosa diverso. Qualcosa di più completo, di più appagante.
Non vivevano insieme, stavano in città diverse, si incontravano ogni tanto, ma lei non gli faceva mai mancare la sua risata, la sua intelligenza, la sua voglia di vivere.
Si sentiva viva, viva come non lo era mai stata. Qualsiasi fosse stato il tempo che lui sarebbe stato con lei, lei gli sarebbe stata vicino.
Non fu più il sesso a farli incontrare, ma la voglia il piacere di stare in compagnia.
Il raccontarsi le cose, le piccole cose successe nella loro vita: lui raccontò dei suoi viaggi all'estero, degli incontri che aveva avuto, si scambiarono opinioni su uomini politici, sulla storia, l'aiutò a migliorare il suo inglese e le insegnò anche un po' di francese.
Qualche volta non andavano in albergo, ma si mettevano a camminare per le strade di Bologna... mano nella mano, come due innamorati.
Forse lo erano, ma più che l'uno dell'altra, erano entusiasti di questo nuovo sviluppo che aveva preso la loro storia. Forse se fosse rimasto tutto segregato al letto e al sesso avrebbero smesso presto. Ma così senza più quest'impegno, scoprirono un lato diverso di stare insieme.
Lei gli comunicò i suoi desideri, i suoi sogni. Liberò la sua anima dal peso che l'aveva oppressa fino a quel momento.
No, non era amore.
Il suo cuore rimase vuoto, vuoto d'amore.
Ma lei riempì il vuoto della sua vita con la più bella ragione che si possa trovare. Aiutare un uomo che aveva vissuto sì una vita importante, ma che poi alla fine era solo, molto più solo di lei.
Di tutti i rapporti che aveva avuto e che l'avevano distrutta, l'ultimo li aveva cancellati tutti.
Non parlarono mai d'amore fra loro.
Esistevano solo loro due per qualche ora ogni quindici giorni.
Nessuno sapeva niente.
Un giorno lei aspettò che lui le telefonasse e poi il giorno dopo e il giorno dopo ancora.
Non osava mandare nessun sms, internet taceva.
Le sue emails rimasero senza risposta.
Il momento che lei aveva temuto era arrivato. Sapeva che se avesse potuto lui l'avrebbe avvertita.
Ma non si sentiva triste, aveva vissuto questa storia con tutta la felicità e la gioia che le aveva procurato e sapeva che per lui era stato altrettanto.
Entrò in un bar a prendere un caffè e mentre aspettava si guardò intorno: un uomo a sedere ad un tavolino le fece un sorriso.
Si sentiva bene, non sarebbe stata più sola: non voleva esserlo più.
Il suo cuore si aprì pronto a ricevere un nuovo amore.
Non voleva più sentire questo vuoto voleva riempirlo. Solo che adesso aveva capito la strada da percorrere. Lui non le aveva mai regalato niente, ma adesso invece si accorse che le aveva fatto il più bel regalo che un uomo può fare ad una donna.
Le aveva insegnato la strada per amare ed accettare nella sua vita un amore.... dopo di lui.

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