SOLO QUELLI CHE SONO COSI' FOLLI DA PENSARE DI CAMBIARE IL MONDO, LO CAMBIANO DAVVERO (A.Einstein)

PER TUTTI
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Solo quelli che sono così folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero. (A.Einstein)

Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla.
(A.Einstein)

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mercoledì 17 ottobre 2012

Smettere di fumare

Un valido aiuto per chi proprio non riesce a smettere, arriva dalle Sigarette Elettroniche e vorrei segnalarvi questo nuovo tipo che è estremamente concorrenziale anche come prezzo, oltre che come eleganza e funzionalità.




http://www.driptip.it/

sabato 22 settembre 2012

lunedì 17 settembre 2012

Anno 5773

« Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno » (Genesi 1;3-5)/ E a destra ci fu il sole e a sinistra la luna./ Ma poi tornò il buio, ad indicare che il giorno era finito, e l'istante esatto del tramonto fu nel momento in cui il cielo diventò abbastanza scuro perché si vedessero tre stelle.

venerdì 3 agosto 2012

Il piacere di leggere

Quando, finito di leggere un libro, mi resta quella tristezza causata proprio dalla fine del piacere che mi ha procurato.
Allora quel libro entra nella mia biblioteca dell'anima.
Biblioteca composta da pochi volumi, di cui, a volte, è difficile anche parlarne con gli amici più intimi, non per vergogna o altro, ma perchè quella sensazione vuoi che rimanga in te e non venga profanata.
L'ultimo libro che mi ha dato questa gioia è da rendere universale proprio perchè voglio che altri provino la stessa emozione.
Certo non sono il primo, altri e ben più meritevoli di me hanno già osannato questo testo, ma se una cosa è bella perchè non dirlo?
L'autrice:

Muriel Barbery

 Il libro

 

 

L'eleganza del riccio

da leggere con cura.

 incipit:

«Marx cambia completamente la mia visione del mondo» mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non mi rivolge nemmeno la parola.
Antoine Pallières, prospero erede di un’antica dinastia industriale, è il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro.

 

Buon appetito per il vostro es.

mercoledì 25 luglio 2012

A Staccia e l'asina

 A Staccia e l'asina


(Cosmologia siciliana) 







Castello Normanno di Paternò (CT)

In questi giorni riflettevo sulla natura della cosiddetta religiosità umana. Per restringere il campo mi sono concentrato su quella che conosco per esperienza diretta e cioè quella siciliana.
Mi è venuto in mente un momento della mia giovinezza.
Eravamo in estate inizio luglio, mi ero alzato presto per andare nella vigna per raccogliere un po' di frutta, fichi, pesche e speravo anche su un po' di gelsi, quelli neri grossi e succosi che di rendono le mani come Caino, per poi lasciarti un marchio di golosità bruno violaceo.
Ero appena arrivato che dalla trazzera sento cadenzati rumori di zoccoli sulla pietra lavica, dall'angolo ecco sbucare prima la testa con le enormi orecchie e poi, sulla groppa, il mio caro Santipamma.    
- Voscenza benirica!
Lo apostrofo cordialmente.
- Tuttu bonu e binidittu!!!
Mi rispose.
Lo feci entrare dal cancelletto di legno e vedendolo un po' malfermo sulle gambe gli dissi di sedersi e di riposarsi per tutto il tempo che voleva.
Ringraziandomi mi disse:
- Attacca a scecca 'nda staccia.
-Staccia? E chi è a staccia?
- Come non sai chi è a staccia?
- Ma cà non c'è staccionata!
- No, a staccia è l'arburu ca to nonno chiantò 'menzu a stu curtigghiu. a staccia e unni si appennuni i vettuli co' mangiari, u ciascu i vinu e l'arburu chi sacru ca c'è no na campagna, ndi 'na vigna o davanti a na mannara.
navota l'annu si ci mettuno ne rami i vuredda, ficuto, cori e minghia di cunigghia, capretti...
Prima di chiantari l'arburu si metti na petra a fomma di ovu e i sticchioli di armali appena ammazzatu.

Ecco cosa erano quei gangi, oramai arrugginiti che erano legati sui rami più in alto della pianta di gelso.
Ora dopo anni riesco a coniugare questi fatti con l'antichissima e misteriosa Gereatide, la divinità senza sesso generatrice di tutta la vita, forse l'uovo cosmico da cui tutto scaturisce e a cui fu dedicata una città sicana:  
Hybla Gereatis.

Che viene identificata con l'odierna Paternò.

sabato 21 luglio 2012

Due libri sotto l'ombrellone

Due autori, due libri come due granite siciliane la prima ai gelsi con tanta panna, la seconda al caffè, per le brioche sperate sul vostro intelletto.


LUOGHI SOTTO SPIRITO


GERALD DURRELL






Vi  apre ai ricordi con occhi che vi faranno sorridere l'anima , quei particolari dell'essere umano che solo una buona penna sa tratteggiare.










Racconti che legano il cibo a tutto, al sesso, alla morte, al nulla..

giovedì 19 luglio 2012

Le cene di San Giuseppe - Salemi


















Un Santo che esce da tutti gli schemi è San Giuseppe, simbolo paterno e rappresentativo della famiglia, ma anche del lavoro manuale e soprattutto protettore dei poveri.
Chi meglio di lui può rappresentare lo spirito di ospitalità, accoglienza e carità che nel popolo siciliano si è formata nei millenni e che veniva nell'antica Grecia riassunto nel termine Xenia.
In questo spirito la sera del 19 marzo si usava allestire le tavolate di San Giuseppe.
L'usanza medievale era all'origine una cena offerta dalle famiglie dei ricchi a tre poveri, una donna, un uomo e un bambino a simboleggiare la Sacra Famiglia.
Col tempo i banchetti si allargarono a tutta la comunità e si arricchirono di decorazioni scenografiche, magnifiche sono quelle baroccheggianti che si svolgono a Salemi, in cui la tavola diviene una vera e propria Ara votiva lussureggiante e sfarzosamente piena di cibarie, dolci e frutti.
Tra queste pietanza sono da ricordare le tre forme di pani: u' Cucciddatu a forma di stella, a' Parma a rappresentare la palma che la tradizione vuole che nutrì la Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto e u' Vastuni a forma di bastone fiorito.
Da non dimenticare anche i Jadduzzi pani a forma di galletti che ricordano San Pietro.   




http://www.italianodoc.com/eventi/2008/salemi.cene.sangiuseppe.htm

giovedì 31 maggio 2012

Terremoto, 45500 attivo il servizio di sms solidale


Donazioni via

smsdi due euro grazie a un accordo Regione e Protezione civile nazionale

In sintesi

E' attivo un servizio di sms solidale: al numero 45500 si possono donare due euro per dare un aiuto alle popolazioni delle zone colpite dal terremoto. Al momento sono 16 le vittime, 350 i feriti e 8 mila gli sfollati dopo le nuove scosse del 29 maggio. “Faremo tutto quello che dovremo fare per la sicurezza dei cittadini e per dare la certezza che si ricostruisca" - ha detto il presidente della Regione Vasco Errani.  Mario Monti ha ribadito che "L'impegno dello Stato sarà garantito", mentre "grande solidarietà" è stata espressa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La Regione ha attivato una raccolta fondi tra privati ed Enti pubblici. Le opzioni per i cittadini sono: versamento su conto corrente postale, bonifico bancario o versamento diretto, con causale: Contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna.

lunedì 28 maggio 2012

5 Euro di vita


Mai come in questo ultimo periodo i soldi sono al centro della maggior parte delle nostre azioni e discussioni.
Spread, borsa, licenziamenti, suicidi tutto gira attorno ai soldi.
E allora mi era venuta voglia di conoscere le persone con cui indirettamente ho avuto rapporti per mezzo di una banconota...

Ed ecco l'idea:
Prendere una banconota da 5 EURO e mettendoci il link di questo Post vedere se qualcuno che ha in mano questo "cinquino" è così gentile da raccontarci qualcosa.... qualsiasi cosa....

tutti i commenti, se non conterranno oscenità o insulti verranno pubblicati, ma saranno graditi commenti di tutti anche da chi non ha in mano la banconota.

Potete commentare direttamente o inviarmi una mail a
gold.indi@gmail.com
Grazie!!!!

venerdì 27 aprile 2012

Ricordo di Antonio Gramsci




A 75 anni dalla sua morte un ricordo con le parole più belle che restano scolpite in me!!


Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.


Occorre persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio, oltre che intellettuale, anche muscolare-nervoso: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza.


 L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari.

 Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti.


 Occorre spesso ai giovani, nella discussione, di dover rispondere a delle obbiezioni che si riferiscono ai problemi ultimi dell'esistenza. Gli avversari sanno che questi problemi sono di quelli che fanno tremare le vene e i polsi anche al logico più consumato. Appunto perciò li propongono, per tentare di confondere e di far tacere anche laddove nella polemica essi rimarrebbero immancabilmente schiacciati.

         
La verità è sempre rivoluzionaria.


Quando discuti con un avversario, prova a metterti nei suoi panni. Lo comprenderai meglio e forse finirai con l'accorgerti che ha un po', o molto, di ragione. Ho seguito per qualche tempo questo consiglio dei saggi. Ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire.



mercoledì 11 aprile 2012

Colori di Catania





Leggendo il post che ricorda il terremoto avvenuta a L'Aquila, mi è venuto naturale chiedermi:
- Ma quali sono i colori della mia città, Catania?
L'immagine che mi sorge è quello della luce, Luce che si riflette nelle "basule" di pietra lavica di via Etnea, una luce bianca purissima, come quella che le prediche sentite in chiesa attribuivano al paradiso.
Luce che si specchia sulla superficie nera delle strade, che crea giochi d'ombra sulle facciate barocche dei palazzi signorili, e l'azzurro intenso del cielo che non ha differenza con la tonalità del mare visto dalla scogliera ancora nera di pietra.
Il bianco che cerca di di penetrare il nero su cui sorgono le case, case che si scagliano nel cielo come un ritorno all'origine come un grido, grido che si fa acuto per le sofferenze e per la speranza persa.

Ecco per me  i colori di Catania solo il bianco, il nero e l'azzurro.

venerdì 9 marzo 2012

Che coraggio!!!




Che coraggio!!!


O meglio dire che faccia!!
...che hanno coloro che chiedono le dimissioni del ministro.

Ha avuto l'ardire di dire quello che tutti pensiamo:

Siamo schifati da questi politici

Con tutti i loro privilegi, con tutto quello che ci tolgono, con tutto quello che hanno il coraggio di dirci, con tutto quello che difendo per arricchirsi alle spalle dei più indifesi

riescono ancora ad vere l'indegnità di chiedere le dimissioni di chi dice una VERITÀ!!

Io come italiano chiedo il sequestro di tutti i beni dei politici italiani sia mobili che immobili, che dimostrino come hanno avuto quello che hanno, sia loro che i loro amici e parenti.

Anche perchè se a loro, e ai loro amici, gli interessi per un mutuo è dato al 1,57% e ai normali  va anche oltre il 6% con quale dignità e coraggio continuano a pasteggiare alle nostre spalle e a fare gli offesi su affermazioni che dovrebbero solo farli riflettere e sputarsi in faccia per il loro operato!


Subito una seria Legge Anti Corruzione!!
E alla gogna chi non la vota!


giovedì 1 marzo 2012

LUCIO DALLA

Mi giunge la notizia della sua morte per arresto cardiaco mentre preparava il tour in Svizzera.




Il cordoglio della Nazione per un grande della Musica.

venerdì 3 febbraio 2012

venerdì 20 gennaio 2012

Attia di l'ovu

Passavo d'avanti alla Putia di Donna Mara e una voce dal profondo buio mi chiamo.
Facile era attribuirgli la proprietà anche perchè l'asina era legata al tronco del minicuccu (bagolaro o Celtis australis L.) che era riuscito a farsi strada tra i blocchi di pietra lavica della sporca casetta che fungeva da putia.
Entrai e sedendomi salutai il mio amico Santipamma che era stranamente ancora sobrio e con il suo litro di vinaccio ancora quasi intonso e che veniva servito a 150 lire.
A Zà Mara fu prontissima a portarmi un bicchiere quasi pulito e ancora grondante d'acqua che certificava l'accurata igiene del posto. Aveva voglia di parlare e io di ascoltarlo.
- A sai a storia di "Attia di l'ovu"?
- Ho sentito l'esclamazione ma non so la storia.
Risposi.
E oggi voglio tradurvi questa storia che mi costò 300 lire, un bruciore di stomaco meno due bicchieri, causa del bruciore prima detto.
Don Caluriu era un Massaro del Principe M.
Un giorno vide Turriddu un ragazzo che lavorava alacremente e con impegno, lo chiamo e complimentandosi per la sua dedizione al lavoro gli regalo un uovo raccomandandosi di non dir niente ai suoi compagni.

Un uovo era una bene inimmaginabile per quei poveretti costretti a vivere un gradino più su delle bestie.
Don Caloriu fatto il suo giro di controllo era solito sedere sotto un secolare albero d'ulivo che dominava l'appezzamento di terreno.
Ogni tanto svegliandosi e notando i lavoranti che rallentavano il ritmo urlava:

-Attia di l'ovu!

E miracolosamente i suoi uomini riprendevano a lavorare come bestie qual erano ridotti.
Una mattina mentre era seduto sotto il solito ulivo arrivò un cavaliere che lo chiamò urgentemente al cospetto del principe.
Appena il Massaro fu lontano dalla vista dei lavoranti tutti alzarono la schiena e si fermarono.
Il più vecchio portandosi la mano sulla coppola disse:
- Sono il più anziano e quindi tocca a me dirigere il lavoro.
Ma a questa affermazione si creò subito una discussione.
Chi diceva che toccava a lui comandare perchè era da più tempo sotto le dipendenze, chi vantava lontane parentele con il Massaro e chi affermava che essendo l'unico che sapesse leggere aveva i requisiti giusti per comandare.
In un momento di toni meno accesi si sentì Turiddu dire:
-Sbagliate tutti tocca a me comandare!
- e perchè?
Chiesero tutti.
-Perchè io ho la stima del Massaro e infatti mi ha anche regalato un uovo!
- anche a me!
- anche a me! ...
e così scoprirono che erano tutti:
- Attia di l'ovu!
Tutti che per un favore ricevuto sacrificavano senza dolersi la loro vita.
Il detto resta nel DNA dei siciliani poichè sono sempre convinti di avere ricevuto chissà quale favore a farsi sottomettere dai loro politicanti, come dimostrano le percentuali plebiscitarie con cui eleggono certi individui.

giovedì 12 gennaio 2012

'U TISTAMENTU DI MÊ NANNAU

Pieter Bruegel il vecchio, L'asino a scuola, 1556.



'U TISTAMENTU DI MÊ NANNAU

Tri uri e 'n quartu prima ca muriu
  sintiti chi mi dissi mê nannau.
  Mi dissi: -Senti, niputeddu miu:
  biatu cu' a la scola studïau.

'Scuta a stu vecchiu c'avi spirienza
  e stampitillu na la carusanza;
  non è la strata, non è la dispenza
  ca ti pô dari anùri e maistranza.

Comu senz'acqua babbàni sú l'ervi,
  e senza pagghia lappùsi li sorvi,
  oggi, ca cchiù ci giùva e cchiù ci servi,
  senza ku studiu l'omini sû orvi.

Iu vi lu dicu a tutti: studïati,
  ca qualchi cosa ci l'àrrinisciti;
  forsi maestri non ci divintati,
  ma non ristati li scecchi ca siti. -

Chistu mi dissi, prima ca muriu,
  la bon'armuzza, sì, di mê nannau.
  Chistu iddu dissi, e chistu dicu iu:
  « Biatu cu' a la scola studïau ».


tratta da "Cunti e Canti di Sicilia" [4]
Mario Mendola e C.
Minestra Maritata 
Primu Piattu 

IMPRIMATUR
Catanae, die 30 Aprilis 1958
Can. N. Ciancio, Vic. Gen.