SOLO QUELLI CHE SONO COSI' FOLLI DA PENSARE DI CAMBIARE IL MONDO, LO CAMBIANO DAVVERO (A.Einstein)

PER TUTTI
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lunedì 19 aprile 2010

COSE ASSURDE IN UNA CAMERA (fra due amanti) (1)


1 - E' l'ora di pranzo, è LUI che ha pensato a portare qualcosa da mangiare.

Nei giorni precedenti grandi chiacchierate e domande su quali cibi preferisco, optiamo per un pasto a base di PESCE.

Scende dal letto... prende da un angolino una borsa frigorifero color rosso. Mi guarda e mi fa l'occhiolino. Come mai mi sembra che in un punto brilli una luce sinistra?

M'immagino caviale salmone insalata di aragosta cocktail di scampi champagne....

Apre.... ecco che mi presenta, acquistati il pomeriggio del giorno prima, due PANINI presi al KEBAB sotto casa, avvolti nella stagnola immersi in un mare di ghiaccio. Da prendermi un colpo e finire sotto terra al primo morso! Oppure dare "un vitalizio a vita" al mio dentista perché non mi rimane più un dente!

Gli avevo anche detto che bevo solo acqua, ma con il pesce avrei gustato volentieri un vinello leggero bianco frizzante. E mentre sono lì allibita con quel panino alla "stagnola" in mano, e comincio ad avere in pieno luglio brividi di freddo, mi mette in mano (nell'altra mano naturalmente!) una bottiglia di birra Peroni (gelata! ma in Germania la birra si beve "calda" o sbaglio?) e mi spiega che l'ha comprata al supermercato prima di incontrarci.

Non so se hanno mai misurato la grandezza dell'occhio dilatato, ma vi assicuro che la mia ha battuto tutti i record!

Con aria trionfale, tira fuori ancora dalla borsa rossa, come fosse un cappello a cilindro magico, anche una bottiglia di spumante FERRARI orrendamente freddo.

... questo dopo: è per brindare al nostro incontro che spero sia il primo di una lunga serie.... (manco morta! piuttosto mi ci faccio la plastica per chiuderla!)

Lo guardo come se lo vedessi in quel momento: i suoi baffi mi sembrano quelli di un topo spelacchiato uscito dalle fogne della città più miserabile che esista.

Pensate che sia finita qui? magari! per ultimo appaiono, come per magia, sempre dalla borsa rossa (e allora mi chiedo se è la sua o l'ha rubata a Mary Poppins!) avvolti in una borsina della spesa, due bicchieri di plastica bianchi!

Forse nessuno gli ha detto che quei panini si mangiano CALDI e quel tipo di spumante si beve A TEMPERATURA AMBIENTE nei flute GHIACCIATI!

Adesso ho capito perché tua moglie ti ha lasciato! ma soprattutto capisco perché è scappata con il primo operaio metallurgico metalmeccanico lavatore di vetri ai semafori... polacco che è passato.... hai sempre sbagliato le temperature e le combinazioni!
A furia di sbalzi di temperatura è rimasta "gelata"!

Ma a Venezia con l'acqua alta e il moto ondoso non è che il cervello va in acqua e marcisce?

giovedì 15 aprile 2010

Il gatto morto


Quel pomeriggio avevo appuntamento con il mio amico Giovanni per la classica partita a scacchi e le quattro chiacchiere rituali.
Mia madre mi aveva chiesto se passavo da za' Filippa non ricordo più per cosa, che abitava pochi metri dopo il tugurio del mio carissimo amico Santipamma. Non pensavo di trovarlo in quel caldo primo pomeriggio di Giugno e vedendo invece l'asina imbardata e il suo padrone davanti al loro dormitorio mi portò ad accelerare il passo per non farmelo sfuggire.
Era stranamente sobrio ed eccezionalmente lustro e pulito, anche l'asina era strigliata e con delle bellissime vettuli di cuoio con borchie di bronzo dorate.
- Baciamu li mani! unni iemu innu accussi lustru? (dove siamo andando così lustro)
- Binidittu! Stamu iennu a fari n'insiviziu pa' Signura Mara, na cosa dulurusa e di rispunsabilità!
- E chi ci succiriu (e cosa è successo) a za' Mara?
- Ci mossi u iattu! C'era tantu affeziunata e vole ca u vurocu cu tutti l'unuri (che lo seppellisca con tutti gli onori), e pi stu siviziu mi runa centumilaliri, mi fici pristari i vettuli da don Pippinu manufitusa (don Peppino mano sporca).
- Mi spiaci per il gatto e per a za' Mara, ma sugnu cuntentu ca ti venunu centumilaliri, e non ti biviri tutti n'davota! (non berteli tutti insieme)
- A pi cu mi pighii ... i fazzu fruttari sti soddi, stavota non mi bivu, mi iocu o lottu accussi mi fazzu riccu! (per chi mi prendi? li farò fruttare non me li bevo, li gioco a lotto, così divento ricco!)
-E allura dammi i numiri macari a mia, accussi arricchisciu macari iu!
E carezzando le cara asina mi allontanai salutandolo con la mano.

Passarono due giorni e due vittorie, due patte e una sconfitta, quando rincontrai l'asina e il suo padrone.
Era seduto su una panchina in piazza, sotto l'unico albero che riusciva a dare ombra a lui e alla bestia.
Dopo i saluti rituali mi raccontò la sua ventura di becchino di gatti.
Andato a prendere la salma dalla za' Mara e postala avvolta in una federa dentro le vettole, aveva avuto l'ordine di seppellirla sotto l'albero di piretti (Citrus limonimedica) che si trovava nel "lotta"(lotto di terreno) lungo la via per Viscalori (frazione di Viagrande) di proprietà della za' Mara.
Sfortuna volle che lungo la strada, Santipamma, incontrasse proprio vicino alla putia (bottega che vende vino e cibo) un conoscente che gli offrisse un bicchiere di vino.
Dal bicchiere si passa alla bottiglia, dalla bottiglia alle bottiglie....
Per farla breve il nostro filosofo si ritrovò l'indomani all'alba sotto il monumento dei caduti con accanto l'asina che lo vegliava e... sorpresa senza vettuli.
Gli avevano rubato le bisacce con tutto il gatto morto.
Attimi ti sconforto, ma poi l'ingegno prevale.
Sale sull'asina e via verso Viagrande...

- E che centra Viagrande?- Chiesi.
- e Varanni avevu vistu vicinu a chiesa di Santu Mauru nu iattu precisu sputatu a chiddu da za'Mara.

-Arrubbasti u iattu?
- U pighiai, u lavai, fiteva chiu da testa da sciecca, (lo presi, lo lavai, puzzava più della testa dell'asina) ma non sulu ... tunnannu truvai l'appuntatu Saruzzu ca aveva acchiappatu n'fitusu di catanisi ca m'aveva rubbatu i vettuli; ma u iattu non c'era chiu, cu'sapi unni u jttau.
- E chi facisti?..
- Ii nda za' Mara e ci rissi, ca'spittai ca si faceva scuru pi vuricari a povira bestia, scavai na fossa e quanno i pi pigghiari u iattu mottu, u sinti cauru e ci sinti u cori vattiri (battere il cuore) e pi arianimallu prima ci fici a rispirazioni e poi puncennu na vina da sciecca (pungendo una vena dell'asina) ci desi u so sangu (gli detti il sangue) e ci musrai (e gli mostrai) u iattu vivu, chidda oramai è menza orva (mezza orba), pa cuntintizza mi desi ducentumilaliri. Ora ci iucamu o lottu e poi aspittamu ca mori u iattu (ce li giochiamo al lotto e poi aspetto che muoia di nuovo il gatto).

mercoledì 14 aprile 2010

IO STO CON EMERGENCY


Un blog che inneggia alla vita non poteva che stare con chi si sacrifica per essa e non con chi pensa di portare la pace con le armi.

Contro tutte le violenze e contro tutte le menzogne, per la vita.

Link per firmare l'appello http://www.emergency.it/appello/form.php?ln=It

martedì 13 aprile 2010

DEDICATO AGLI UOMINI


LEGGETE CHE E' PER IL VOSTRO BENE!

Oggi voglio regalarvi 16 ottimi consigli per diventare un amante appena appena accettabile.

1 - S M E T T E T E L A ..... di parlare due ore della vostra ex. La state descrivendo come una povera demente fallita frustrata e paranoica pronta per il manicomio.

2 - S M E T T E T E L A ..... di parlare della vostra ex perché l'unica cosa che posso pensare guardandovi è che anche voi siete dei poveri falliti frustrati e paranoici solo perché ci siete stati insieme.

3 - S M E T T E T E L A ..... di parlare della vostra ex perché nel caso in cui fosse una donna così bella intelligente e perfetta, se e sottolineo se fosse vero, ma ne dubito!, mi spiegate perché non state ancora insieme?

4 - S M E T T E T E L A ..... di parlare bene o male della vostra ex perché state semplicemente OFFENDENDO la donna che è con voi in quel momento.

5 - S M E T T E T E L A ..... di parlare della vostra ex perché ad ogni parola che dite mi sto incazzz....sempre di più.

6 - S M E T T E T E L A
..... di dire che con vostra moglie non avete più rapporti sessuali e cominciate invece a pensare che forse è lei che non li vuole avere perché siete voi che le propinate tutte le volte la solita "minestra"?

7 - S M E T T E T E L A
..... di fare i grand'uomini perché mentre siamo a letto insieme arriva puntualmente la telefonata di vostra moglie e correte subito in bagno perché ve la siete fatta addosso!

8 - S M E T T E T E L A
..... di dire che vi sentite in colpa verso vostra moglie perché non sono la prima e sicuramente non sarò l'ultima donna con cui le fate le corna!

9 - S M E T T E T E L A ..... di presentarvi come la merce migliore che ci sia sul mercato perché vi assicuro che ce n'è di meglio e..... come se ce n'è meglio di voi!

10 - S M E T T E T E L A ..... di elencare le vostre qualità visibili e invisibili perché alla prova reale dei fatti spesso fate cilecca!

11 - S M E T T E T E L A
..... di presentarvi con gli slip a forma di elefante con la proboscide perché spesso dopo vedo solo un TAPIRO.... voi tapini!

12 - S M E T T E T E L A
..... di voler apparire tanto "acculturati" quando basta farvi due domande e si capisce subito che leggete solo "Il corriere dello sport" e l'ultimo libro (ORRORE ORRORE!) di Bruno Vespa!

13 - S M E T T E T E L A ..... soprattutto di fantasticare su cene a lume di candela con violini di sottofondo e piedino sotto il tavolo perché vi presentate sempre con due panini vecchi del giorno prima!

14 - S M E T T E T E L A
..... di farvi tanto "signori" quando poi il portiere dell'albergo vi chiede 80 miseri euro vi mettete a mercanteggiare sulle ore per farvi abbassare il prezzo.

15 - S M E T T E T E L A
..... di mettervi in bocca 5 minuti prima di incontrarci una chewingum alla menta per darmi un bacio "profumato". Mi fate vomitare!

16 -
Infine S M E T T E T E L A ..... vi prego, a nome di tutte le donne, lavatevi sotto le ascelle perché un minatore della Ruhr in Germania dopo 12 ore di lavoro sottoterra puzza meno di voi che vi siete preparati con così tanta cura per il nostro appuntamento!

Arrivederci alla prossima!

venerdì 9 aprile 2010

SUBLIME

COME FARMI INNAMORARE.......


Erano giorni che mi stavo preparando!
Ieri sera torno a casa dico a mia figlia che dopo cena vado ad un incontro. Ceniamo.

Piccola discussione ".... mamma, sei sempre la solita! preferisci i tuoi "affari" e a me non pensi mai!...(....Mamma tu compri profumi soltanto per teeeeee!.... ve la ricordate la canzone?)..."

"A parte che non ho un attimo di respiro, tu non mi dai tregua mai, e poi ti ho spiegato più volte che ognuno ha i suoi spazi. IO HO I MIEI SPAZI (alzo leggermente la voce). E da grande tu avrai i tuoi spazi, se poi ci incontreremo sarò la persona più felice del mondo: vuol dire che avremo interessi in comune da portare avanti. Per adesso rispetta gli altri!"

Un abbraccio un bacio ed esco. Sono contenta che con il tempo riesco a far capire a mia figlia alcune cose importanti. Ma con i bambini è proprio il passare del tempo che educa e ci aiuta.
Mi avvio all'appuntamento.

Ripenso alle ore precedenti. L'ansia era cresciuta, la voglia dell'incontro. Mi ero fatta un'idea di forza, di carattere, di una persona che non scende a compromessi. Un tipo insomma che mi aveva affascinato e conquistato. Era tanto tempo che non succedeva.

Ultimamente persone ignave, frasi banali, finali scontati mentre fin dall'inizio mi aspettavo il "botto"!

Cerco di non camminare veloce non voglio arrivare trafelata, non voglio che qualcuno pensi che ho fretta o se mi vede con il viso in fiamme che sia così desiderosa di questo appuntamento da non stare più nella pelle.

Entro, salgo le scale percorro un corridoio che mi pare interminabile. Incontro alcune persone che mi salutano altre che vanno nella mia stessa direzione.

Entro nella sala trovo posto in prima fila, poi qualcuno mi chiama. Mi volto: alcune mie amiche vorrebbero che andassi a sedere accanto a loro. Vado ma sono nella sesta o settima fila. Calcolo la distanza. No è troppo lontano, sono troppo lontana! non la vedrei bene non potrei guardarla negli occhi e lei non vedrebbe me.

Ritorno al primo posto.

Dopo poco con gli occhi fissi sulla porta mi aspetto l'entrata trionfale. Appaiono tre uomini: due sui cinquant'anni e a guardarli mi sembravano solo un "guscio" vuoto vestito.

Il terzo un signore di 77 anni capelli bianchi, anzi pochi capelli per la verità, in doppio petto grigio.
Dove è finita LEI?

Dove si nasconde la donna che mi ha fatto andare dopo cena a questo incontro? Dove la nascondete?

Ma cosa sta dicendo quello grosso grasso antipatico che ha il microfono in mano?
"...ecco a voi il signor...."

Ma chi quel vecchietto che si siede su una poltrona rossa e comincia a girare come un forsennato?

E la Barbara Alberti?

Ho un dubbio prendo il depliant guardo...
Come al solito ho visto mi sono entusiasmata ho fatto scintille ho letto e cosa è successo? Non ho guardato la.... DATA !

L'incontro con la Barbara Alberti è alla fine del mese di Aprile.

In compenso mi sono sorbita per due ore la visione di un omino piccino picciò che raccontava alcuni passi del suo libro... cretinate su cretinate. Niente che mi ha fatto ridere. Cose scontate e banalità.

Ma la cosa che veramente mi ha lasciato allibita è stata una marea di vecchiotte tra i sessanta e i settantanni con il libro di questo signore in mano girato dalla parte del titolo per far vedere che l'avevano comprato, che lo guardavano con occhi sognanti, ridevano stupidamente alle sue parole.

Attendevano con ansia il momento, che poi è venuto, di alzarsi e corrergli incontro per farsi firmare con uno scarabocchio la prima pagina e magari sperare che LUI le guardasse.

Mancava soltanto che cominciassero a gridare come delle pazze di sedici anni ad un concerto.
Solo che a sedici anni lo ammetto, ma a settanta che figuraccia che fai!

Ho respirato aria di libertà quando tutti si sono alzati. La testa mi girava insieme alla poltrona rossa e all'omino pupazzoso sopra. Mi sono chiesta perché all'entrata non mi hanno dato un sacchetto con le palline colorate da tirargli per vedere se lo buttavo giù?

Ma la visione che porterò sempre con me è quella di un uomo che avrà anche aperto quasi 200 ristoranti nel mondo, ma che .... goduria goduria.... mi ha "strabiliato" e fatto visionare per due ore due gambette bianche senza peli su un paio di calzini corti !!!!!!

Buona giornata. Alla prossima.

martedì 6 aprile 2010

Cioccoterapia



Arriva la primavera e avevo voglia di migliorare il mio aspetto decadente e invecchiato. Mi informo, chiedo, leggo e finalmente mi decido:
Per me ci vuole la Cioccoterapia magari seguita dalla Vinoterapia.
Navigazione veloce su internet per trovare la miglio Beauty Farm più vicina a casa e...
Sorpresa si trova proprio a pochi isolati dal viale in cui abito.
Sono solo in questi giorni di festa e quindi è proprio l'occasione ideale.
Venerdì finito il lavoro torno a casa mi cambio e via verso la nuova bellezza, chissà cosa dirà mia moglie e la mia bimba al loro ritorno.

Arrivo trafelato nell'indirizzo avuto dal buon navigatore e gioioso e fiducioso entro per la mia avventura ...

Sono anni che non frequento locali nuovi e lo stile di questo mi piace...

Niente di violento, colori tenui luci calde e niente neon, sedie comode con tavolini ampi e accoglienti divani alle pareti e un bancone in noce..

Mi avvicino e chiedo le tariffe la ragazza la banco mi sorride e mi dice:
- Ci dica cosa vuole e le dirò i prezzi.

- Facciamo un po' di tutto quello che avete con il cioccolato... così tanto per provare.

La ragazza è simpatica e mi ispira subito fiducia mi sento a mio agio.

-Li prova qui o li porta a casa?

E io:
- Qui! Così mi date le indicazioni giuste.

- Bene, si vuole accomodare in sala o vuole una delle salette al piano superiore?

Non c'era nessuno, ma l'idea che arrivassero altre persone mentre facevo il trattamento mi dava fastidio e così salì al primo piano.

Una saletta color zuppa inglese con comode poltrone, tavolino e musica classica di sottofondo, l'ideale per i nervi.

Mi sedetti e aspettai che arrivasse la mia terapista.

Pochi minuti e una meravigliosa ragazza arrivò con tutto l'occorrente...

Un vassoio di cioccolatini da togliere l'intelletto e la forma umana che ancora avevo...

Li posò sul tavolino e sorridendo mi disse:

-Sono uno di ogni tipo della nostra produzione, 56o gr. fanno 17,40.

Il mio viso era una maschera di stupore:

- e per il trattamento?

e la ragazza:
- il servizio è già compreso! vuole qualcosa da bere?

al che finalmente il mio neurone solitario si decise a funzionare.

- Mi scusi ma non è la Beauty Farm questa?

e tra le risate della meravigliosa ragazza:
- Noo! e la cioccolateria ... abbiamo aperto questo nuovo locale da appena una settimana.. la Beauty Farm è il portone dopo...

Benedetto navigatore e addio forma anche per quest'anno.

2 Kg in 2 giorni.

sabato 3 aprile 2010

TANTA SERENITÀ A TUTTI


Non starò a farVi i soliti Auguri di sempre.

Sono qui invece a ricordarVi che anche in questi giorni, in cui ognuno di noi può gioire e festeggiare, ci sono ancora nel mondo persone che soffrono non solo per le malattie, che purtroppo devono affrontare, ma anche e soprattutto per lo stato di terrore e di crudeltà che stanno vivendo.

Paesi dove la libertà di parola di istruzione di religione sono assenti,

paesi dove chi governa vive nel lusso più inconcepibile, mentre il resto del popolo soffre la fame la miseria,

dove la crudeltà dell'esercito che deve sedare la "ribellione" di chi è affamato finisce sempre in un "bagno" di sangue,

dove chi va in pace per portare la pace spesso viene sequestrato e ucciso,

dove le armi fanno da padroni,

dove gli stupri verso le donne o le bambine sono visti come la cosa più naturale,

dove la mutilazione è una cosa ignobile ma che viene tranquillamente usato come un gioco,

dove la droga l'AIDS la morte di centinaia di bambini denutriti è diventata quotidianità e non vergogna,

dove la vita di una persona è breve perché le condizioni di vita sono al limite della vita!,

dove sembra che non esista né pietà né amore né credo religioso,

dove..... dove..... dove...... dove.......

SE OGNUNO DI NOI HA UN PO' DI COSCIENZA RIEMPIRÀ DA SÉ GLI SPAZI CHE HO LASCIATO, GUARDANDO ANCHE VICINO ALLA PROPRIA CASA, AL PROPRIO POSTO DI LAVORO CHI RISPETTO A NOI VIVE UNA CONDIZIONE SOCIALE PIÙ DISAGIATA SIA A LIVELLO ECONOMICO CHE LAVORATIVO.
PENSIAMO A QUELLI CHE SONO STATI LICENZIATI, ALLE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZE, AI BAMBINI IN MANO AI PEDOFILI, AGLI ANZIANI SOLI CHE CON POCHI EURO DEVONO ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE E C'È CHI INVECE L'UNICA COSA CHE RIESCE A FARE È CONTROLLARE I PROPRI CONTI CORRENTI E AUMENTARSI LO STIPENDIO.

Se riuscite a fare questo senza inorridire e vomitare per tutto quello che di inumano esiste al mondo allora solo allora
Vi augurerò BUONA PASQUA.
A presto
.

venerdì 2 aprile 2010

L'orto della vita - come vivere nel piacere.

Un orto ben coltivato, circondato da un muro. Addossato al muro un basso padiglione nel quale si intravedono alcune panche e un tavolo di legno grezzo. Il filosofo Epicuro, un cinquantenne con una folta barba grigia, cammina fra i solchetti dell'orto, coltivato a rape, cavoli, lattuga, crescione, ravanelli, sedano, cipolle e altre verdure. Lo seguono cinque allievi fra cui una ragazza. Epicuro parla e intanto annaffia le verdure con una brocca piena d' acqua. Quando l' acqua è finita uno degli allievi gli porge un' altra brocca piena e va a riempire quella vuota a una fontanella addossata al muro dell' orto. Intanto Epicuro continua la sua lezione. «I piaceri si dividono dunque in "naturali e necessari", come cibarsi; in "naturali e non necessari", come cibarsi con alimenti raffinati; e infine vengono i piaceri che non sono "né naturali né necessari", come arricchirsi». Un allievo con una faccetta simpatica e spiritosa si avvicina al filosofo. «Maestro Epicuro, posso esprimere un concetto?». «Sentiamo». «Io considero i ravanelli crudi un cibo molto raffinato. Il mio amico Sidonio li considera invece un cibo degno delle capre». «Il tuo amico Sidonio farà bene a lasciare i ravanelli per te o per le capre dal momento che non gli piacciono. Il piacere comunque non è unico e assoluto per tutti, non esiste "il piacere in sé" come dice Platone, ma vari generi di piacere in rapporto alle persone, agli oggetti, alle condizioni delle persone, all' occasione». Mentre parla, Epicuro distrattamente continua il gesto di innaffiare le verdure, ma la brocca è vuota. Un secondo allievo glielo fa notare. «Maestro Epicuro, stai innaffiando con la brocca vuota». Epicuro si rende conto della distrazione. «Se veramente continuassi a innaffiare, il fatto che la brocca è vuota non sarebbe rilevante. In realtà non sto innaffiando come tu hai detto, ma sto facendo soltanto il gesto di innaffiare. Insomma sto facendo un innaffiamento "platonico". Con questo genere di innaffiamento le verdure non crescerebbero e noi finiremmo per morire di fame. Esiste una migliore dimostrazione che la filosofia deve essere tutta tesa ad aiutare gli uomini a vivere meglio, possibilmente a raggiungere la felicità, e che è inutile e perciò dannosa quella filosofia che propone soltanto idee astratte?». «Come Platone» dice la Ragazza. Epicuro sorride soddisfatto alla Ragazza, poi prende la brocca piena d' acqua che gli porge uno degli allievi e nell' altra mano tiene la brocca vuota. Le mostra tutte e due agli allievi, una vicina all' altra. Epicuro alza in alto la brocca vuota. «Questa è la filosofia di Platone». Poi mostra la brocca piena. «E questa è la filosofia di Epicuro». Poi dà la brocca vuota all' altro allievo perché vada a riempirla, e con quella piena riprende a innaffiare le verdure. Dopo qualche istante si ferma e gira lo sguardo intorno. «Ravanelli, cavoli, rape, lattuga, barbabietole, sedano, cipolle, cetrioli... lo chiamano "il giardino di delizie", e io sono d' accordo nel dire che queste verdure sono autentiche delizie, ma preferisco che questo luogo venga chiamato "l' Orto di Epicuro" perché di un orto si tratta e non di un giardino». Il Primo Allievo fa uno sbadiglio. «Posso esprimere un altro concetto?» «Dimmi». Il Primo Allievo è incerto. «Il sole sta tramontando, maestro Epicuro ». «La notizia è interessante, ma generica». «Con il tramonto del sole i tuoi allievi sentono la necessità di soddisfare un loro desiderio "naturale e necessario"». «Se è della cena che intendi parlare, gli ortaggi sono già stati raccolti e lavati. Possiamo dunque entrare nel padiglione». Epicuro depone la brocca dell' acqua e si avvia verso il padiglione seguito dagli allievi. Posato su un tavolo c' è un grande cesto con molti ortaggi. Gli allievi siedono intorno al tavolo insieme al maestro e prendono una ciotola ciascuno. Sul tavolo c' è anche una brocca piena di vino e delle coppe di metallo. Gli allievi attendono rispettosamente, ma con impazienza, che Epicuro incominci a mangiare per primo. Il filosofo guarda il cibo, poi guarda gli allievi in attesa, evidentemente affamati. Sorride malizioso. «L' attesa aumenta il piacere». Il Primo Allievo mostra segni di nervosismo. «Posso esprimere un concetto?» «Certo». «Ho fame: l' attesa prolungata e i morsi della fame che l' accompagnano procurano dolore». Epicuro risponde allegramente. «Abbandoniamoci dunque a quest' orgia di piacere!». Epicuro prende un ravanello e lo addenta. Gli allievi incominciano a loro volta a mangiare con voracità. «Quando i nostri nemici ci accusano di essere dei gaudenti dediti ai più sfrenati piaceri dei sensi, in fondo non hanno torto».
......


*** Dal libro «Il sogno di Epicuro» di Luigi Malerba, editore Manni.
Luigi Malerba (pseudonimo di Luigi Bonardi) nasce a Berceto (Parma) l' 11 novembre 1927, muore a Roma l' 8 maggio 2008. Il suo primo romanzo è del 1963 «La scoperta dell' alfabeto» (Monte Università Parma, poi Mondadori); l' ultimo, «Fantasmi romani» (Mondadori) è invece del 2006



E speriamo che i piaceri di Epicuro portino a riscoprire la verità delle cose e a far risaltare l'imbroglio delle menzogne spacciate per verità e necessità.