SOLO QUELLI CHE SONO COSI' FOLLI DA PENSARE DI CAMBIARE IL MONDO, LO CAMBIANO DAVVERO (A.Einstein)
PER TUTTI
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio (è consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro).
Gli amministratori dichiarano di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post.
Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.
Inoltre qualsiasi racconto o storia che viene scritto non fa riferimento nè a persone nè a luoghi. É solo frutto di fantasia. La vita, la realtà purtroppo accomuna nei fatti molte persone, ma niente è riferito a qualcuno in particolare.
In fine gli amministratori si riservano il diritto di cancellare tutti i commenti che ritengono non opportuni e contro lo spirito dell'informazione, commenti quindi scritti solo per creare confusione.
per info:gold.indi@gmail.com
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Inoltre qualsiasi racconto o storia che viene scritto non fa riferimento nè a persone nè a luoghi. É solo frutto di fantasia. La vita, la realtà purtroppo accomuna nei fatti molte persone, ma niente è riferito a qualcuno in particolare.
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domenica 27 gennaio 2013
sabato 22 settembre 2012
lunedì 17 settembre 2012
Anno 5773
« Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu.
Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e
chiamò la luce giorno e le tenebre notte.
E fu sera e fu mattina: primo giorno »
(Genesi 1;3-5)/
E a destra ci fu il sole e a sinistra la luna./
Ma poi tornò il buio, ad indicare che il giorno era finito, e l'istante esatto del tramonto fu nel momento in cui il cielo diventò abbastanza scuro perché si vedessero tre stelle.
venerdì 3 agosto 2012
Il piacere di leggere
Quando, finito di leggere un libro, mi resta quella tristezza causata proprio dalla fine del piacere che mi ha procurato.
Allora quel libro entra nella mia biblioteca dell'anima.
Biblioteca composta da pochi volumi, di cui, a volte, è difficile anche parlarne con gli amici più intimi, non per vergogna o altro, ma perchè quella sensazione vuoi che rimanga in te e non venga profanata.
L'ultimo libro che mi ha dato questa gioia è da rendere universale proprio perchè voglio che altri provino la stessa emozione.
Certo non sono il primo, altri e ben più meritevoli di me hanno già osannato questo testo, ma se una cosa è bella perchè non dirlo?
L'autrice:
Allora quel libro entra nella mia biblioteca dell'anima.
Biblioteca composta da pochi volumi, di cui, a volte, è difficile anche parlarne con gli amici più intimi, non per vergogna o altro, ma perchè quella sensazione vuoi che rimanga in te e non venga profanata.
L'ultimo libro che mi ha dato questa gioia è da rendere universale proprio perchè voglio che altri provino la stessa emozione.
Certo non sono il primo, altri e ben più meritevoli di me hanno già osannato questo testo, ma se una cosa è bella perchè non dirlo?
L'autrice:
Muriel Barbery
Il libro
L'eleganza del riccio
da leggere con cura.
incipit:
«Marx cambia completamente la mia visione del
mondo» mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non
mi rivolge nemmeno la parola.
Antoine Pallières, prospero erede di un’antica dinastia industriale, è
il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro.Buon appetito per il vostro es.
mercoledì 25 luglio 2012
A Staccia e l'asina
A Staccia e l'asina
(Cosmologia siciliana)
In questi giorni riflettevo sulla natura della cosiddetta religiosità umana. Per restringere il campo mi sono concentrato su quella che conosco per esperienza diretta e cioè quella siciliana.
Mi è venuto in mente un momento della mia giovinezza.
Eravamo in estate inizio luglio, mi ero alzato presto per andare nella vigna per raccogliere un po' di frutta, fichi, pesche e speravo anche su un po' di gelsi, quelli neri grossi e succosi che di rendono le mani come Caino, per poi lasciarti un marchio di golosità bruno violaceo.
Ero appena arrivato che dalla trazzera sento cadenzati rumori di zoccoli sulla pietra lavica, dall'angolo ecco sbucare prima la testa con le enormi orecchie e poi, sulla groppa, il mio caro Santipamma.
- Voscenza benirica!
Lo apostrofo cordialmente.
- Tuttu bonu e binidittu!!!
Mi rispose.
Lo feci entrare dal cancelletto di legno e vedendolo un po' malfermo sulle gambe gli dissi di sedersi e di riposarsi per tutto il tempo che voleva.
Ringraziandomi mi disse:
- Attacca a scecca 'nda staccia.
-Staccia? E chi è a staccia?
- Come non sai chi è a staccia?
- Ma cà non c'è staccionata!
- No, a staccia è l'arburu ca to nonno chiantò 'menzu a stu curtigghiu. a staccia e unni si appennuni i vettuli co' mangiari, u ciascu i vinu e l'arburu chi sacru ca c'è no na campagna, ndi 'na vigna o davanti a na mannara.
navota l'annu si ci mettuno ne rami i vuredda, ficuto, cori e minghia di cunigghia, capretti...
Prima di chiantari l'arburu si metti na petra a fomma di ovu e i sticchioli di armali appena ammazzatu.
Ecco cosa erano quei gangi, oramai arrugginiti che erano legati sui rami più in alto della pianta di gelso.
Ora dopo anni riesco a coniugare questi fatti con l'antichissima e misteriosa Gereatide, la divinità senza sesso generatrice di tutta la vita, forse l'uovo cosmico da cui tutto scaturisce e a cui fu dedicata una città sicana:
Hybla Gereatis.
Che viene identificata con l'odierna Paternò.
(Cosmologia siciliana)
| Castello Normanno di Paternò (CT) |
In questi giorni riflettevo sulla natura della cosiddetta religiosità umana. Per restringere il campo mi sono concentrato su quella che conosco per esperienza diretta e cioè quella siciliana.
Mi è venuto in mente un momento della mia giovinezza.
Eravamo in estate inizio luglio, mi ero alzato presto per andare nella vigna per raccogliere un po' di frutta, fichi, pesche e speravo anche su un po' di gelsi, quelli neri grossi e succosi che di rendono le mani come Caino, per poi lasciarti un marchio di golosità bruno violaceo.
Ero appena arrivato che dalla trazzera sento cadenzati rumori di zoccoli sulla pietra lavica, dall'angolo ecco sbucare prima la testa con le enormi orecchie e poi, sulla groppa, il mio caro Santipamma.
- Voscenza benirica!
Lo apostrofo cordialmente.
- Tuttu bonu e binidittu!!!
Mi rispose.
Lo feci entrare dal cancelletto di legno e vedendolo un po' malfermo sulle gambe gli dissi di sedersi e di riposarsi per tutto il tempo che voleva.
Ringraziandomi mi disse:
- Attacca a scecca 'nda staccia.
-Staccia? E chi è a staccia?
- Come non sai chi è a staccia?
- Ma cà non c'è staccionata!
- No, a staccia è l'arburu ca to nonno chiantò 'menzu a stu curtigghiu. a staccia e unni si appennuni i vettuli co' mangiari, u ciascu i vinu e l'arburu chi sacru ca c'è no na campagna, ndi 'na vigna o davanti a na mannara.
navota l'annu si ci mettuno ne rami i vuredda, ficuto, cori e minghia di cunigghia, capretti...
Prima di chiantari l'arburu si metti na petra a fomma di ovu e i sticchioli di armali appena ammazzatu.
Ecco cosa erano quei gangi, oramai arrugginiti che erano legati sui rami più in alto della pianta di gelso.
Ora dopo anni riesco a coniugare questi fatti con l'antichissima e misteriosa Gereatide, la divinità senza sesso generatrice di tutta la vita, forse l'uovo cosmico da cui tutto scaturisce e a cui fu dedicata una città sicana:
Hybla Gereatis.
Che viene identificata con l'odierna Paternò.
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